KTM 2:Il ritorno.

di Giorgio Mulliri

KTM 2:Il ritorno.

Ktm 2: il ritorno…

La Ktm, per voce del suo amministratore delegato Stefan Pierer, ha annunciato che stanno lavorando perché il marchio austriaco faccia ritorno in MotoGP nel 2017.
Questa dichiarazione è stata rilasciata al sito tedesco Speed Week e ripresa poi da Gpone ed altri siti italiani.





Già a maggio di quest’anno motosprint anticipava qualcosa di simile in un suo numero,

http://motosprint.corrieredellosport.it/2014/07/31/ktm-in-motogp-nel-2017/


 Mentre il sito Racergp scriveva a ottobre del 2013 di RUMORS su un interesse della Redbull a finanziare il rientro con addirittura Preziosi e Stoner nelle file della futura MotoGP austriaca.

Anche io feci delle Predizioni....


Ma andiamo per ordine.
Queste le dichiarazioni del Stefan Pierer: la moto si chiamerà RC16 e monterà un motore V4 di 1000 cc.  Il propulsore sarà pronto per le prove nel maggio del 2015 e il primo collaudo della moto completa è programmato per l’autunno del 2015. Il 2016 lo useremo per lo sviluppo e potremmo partecipare come wild card in una delle ultime gare dello stesso anno. Nel 2017 correremo tutto il campionato”.
Il telaio sarà di tubi in acciaio come sulla nostra Moto3.
(Dichiarazioni Estrapolate da GPone)
Mentre Speed week: costruiremo un telaio in tubi in acciaio che reputiamo sia migliore in MotoGP.

E faremo una moto con le normative della MotoGP del 2016.
Stiamo valutando le specifiche per la moto per la MotoGP e per i clienti sportivi.
(Una sorta di rcv ufficiale e la r open attuale?)  
Non entreremo direttamente in MotoGP, ma assisteremo un team valido come stiamo facendo con la moto3.

Il motore sarà costruito da lo stesso Ing che ha fatto il motore della moto3, Kurt Trieb che già fu l’artefice del tentativo di fare una moto gp  per poi accordarsi per la fornitura del motore ktm di 990 cc al team di Kenny Roberts nel 2005.


Queste le basi principali per il rientro in MotoGP.

Ma facciamo un passo indietro quando la Ktm decise di fare una MotoGp.

Hanno cercato del personale qualificato per tale impresa, tra i quali Kurt Trieb, procedente da esperienze in Porsche e Bmw formula 1.

In principio il primo dilemma fu  la scelta di quanti cilindri dovesse avere, se 3 o 5 come la Honda.

Alla fine si decise su un 4 a v di 75 gradi con valvole pneumatiche e bielle in titanio, controllo della distribuzione a cascata di ingranaggi.


Le valvole pneumatiche nel 2002 erano in voga in formula 1, e in MotoGP fu l’Aprilia con la sua Cube a sfornare la novità per quella categoria, per merito di Dall’ingna e l’ing. Lombardi ex Ferrari ex lancia e con la collaborazione da parte della Cosworth sulle valvole pneumatiche.
 

Si può presumere che nel caso ktm le esperienze per le valvole pneumatiche vennero dalla esperienza di Kurt Trieb nei suoi trascorsi nei reparti corse della Porsche e Bmw.

Non è la prima volta che grosse case si facciano “aiutare” da altri “comprando” delle esperienze specifiche in certi campi, come fece la Kawasaki in MotoGP affidandosi alle teste con valvole pneumatiche della francese Mecacrome, reparto motori ex Renault f1, che quando si ritirò fornì solo i motori a vari team con il nome di Mecacrome.

Per quanto riguarda il motore è evidente che si avvicinarono molto al disegno del motore della rcv honda, in quel periodo a 5 cilindri, ma similare come angolo della bancata 72   74 ma ancora con molle sulle valvole, le pneumatiche arrivarono in casa Honda più avanti negli anni e per ultimi in MotoGP.


La posizione della pompa dell’acqua era nella stessa posizione della Hrc idem dicasi per la posizione degli attacchi al telaio anteriore sulla parte superiore della bancata anteriore e posteriormente come la Hrc, esterno al disegno stesso del motore.
Ma le somiglianze al progetto Honda non si fermavano al solo design del motore ma anche il telaio ricalcvava il disegno nel progetto originale del telaio.






Dopo qualche problema sul banco di prova e con dei risultati abbastanza interessanti sul banco, in luglio del 2003 il consiglio della Ktm decise mettere fine al progetto.
  Le risorse necessarie furono deviate su altri progetti più necessari al momento.

Abbandonando l’idea di costruire il telaio ed il resto in casa per mancanza di fondi, si cerco la soluzione di appoggiarsi ad un team di MotoGP per portare avanti il progetto,
Ci furono dei contatti con la WMC ma non si arrivò a nulla.

Mentre in MotoGP il team Roberts era alla ricerca di un motore per la sua moto che sostituisse il loro v5 fatto in casa con collaborazioni anche di Barnard ex Ferrari. 
Alla fine del 2004 il team Roberts porta un telaio esistente di loro costruzione dove venne collocato il motore ktm.


Collaudato a Brno da Nobuatsu Aoky poi da MC Williams a Jerez.
Il pilota Shane Byrne   fu il pilota designato a far debuttare la moto nl mondiale nel 2005.

La Ktm si è occupata del costo dei motori, del pilota e dei pneumatici Michelin, mentre Roberts tramite sponsor copriva i costi della gestione del team.
I risultati non furono lontanamente quelli sperati, un solo punto. L’elettronica fu scelta la meno cara in circolazione della britannica Efi, (ora in ktm dicono che avrebbero preferito una Tag McLaren o Marelli)

Al gp di Brno tutti i motori vennero smontati e portati in Austria definendo cosi la fine dell’avventura ktm in MotoGP.

Fecero un totale di 15 motori attualmente 1 è in fabbrica in bella mostra in una sala riunioni un altro è stato regalato al capo progetto gp e un altro lo ha l’attuale ingegnere che porterà avanti il disegno del nuovo motore per l’avventura 2017.
Attualmente molte delle tecnologie sviluppate su questo motore sono state trasferite sia sul motore della moto3 attuale che sulla moto da cross mx 450.

Passiamo al telaio a traliccio che in ktm reputano migliore del attuale telaio in MotoGP.
L’AD Pierer ha detto che faranno in casa un telaio in tubi di acciaio come quello della moto 3.

Analizziamo come ‘ fatto.

Qualcuno potrebbe pensare immediatamente a un traliccio “simil” ducati…anni scorsi in MotoGP.

No, il traliccio ducati usato in MotoGP era su motore portante. Al massimo i telai ktm in traliccio possono avvicinarsi a quelle delle vecchie sbk ducati


 dove il telaio alla fine era collegato con il traliccio dal cannotto di sterzo al pivot, dove il perno forcellone è passante sul motore.





 Questo non avviene sul telaio della moto3 che ha il pivot dipendente dal traliccio.


Il vecchio motore ktm gp1 aveva un telaio KR in alluminio che ricalcava gli schemi dell’epoca rimasti attuali oggi.

Ora manca solo l’elettronica… che sarà uguale per tutti e gratis… perché questo prevede il regolamento.
Elettronica uguale per tutti e sviluppata dai team attualmente in competizione, che potranno collaborare allo sviluppo.

La Ktm si troverà un software costato anni e parecchi euro alle case, e sarà messo a disposizione dei nuovi entranti, ma senza possibilità di contribuire allo sviluppo…
Avranno un anno di tempo per mettere a punto tutto il congiunto telaio, motore, elettronica e gomme, e la Honda, Ducati e Yamaha saranno contentissime…dell’arrivo degli austriaci come casa costruttrice…
I precedenti impegni ed entrate nel mondo della MotoGP da parte di case che partono da zero o quasi in questa categoria hanno sempre mostrato dei limiti di competitività vedi Aprilia cube, illmor la KR v5 e la stessa ktm.
Alla fine per fare una moto competitiva si ha bisogno di soldi, molti soldi e ed un gruppo di ingegneri supportati dalla casa, con una buona dose di rischio nello sviluppo negli anni dopo il debutto. I limiti nella competitività sono dettati dalla concorrenza che alza l’asticella in ogni aggiornamento, con il vantaggio di anni e anni di esperienze in tutti i campi, come elettronica, metallurgia e motoristica, Una marca come honda o come Yamaha che da anni prosegue alla crescita di un progetto, che se seguito a dovere porta a dei risultati, ma la storia dice che anche grandi marchi affermati possono sbagliare un progetto, nessuno è immune né i giapponesi né gli europei.
La sfida tecnologia attuale in MotoGP è dettata anche dai regolamenti ed alla capacità delle case di adattarsi al meglio con il materiale esistente e nuove idee, ma avendo dalla loro parte esperienze decennali nel risolvere problemi costruttivi.
Non vedo facile la trafila della Ktm, Lo stesso Pierer disse che devi avere un pilota veloce che possa portarti a fare dei passi avanti, già si lamento della scarsa competitività dei piloti che usarono il loro motore, dovrà portarsi in casa un pilota veloce e che sia disposto a non correre per un anno se vorrà crescere al lato delle marche che già corrono attivamente, esiste un pilota del genere? Quasi sempre quel ruolo è stato affibbiato ad un pilota sperimentato ma oramai fuori dalle grazie delle case costruttrici per investire su di lui ufficialmente in competizione.
E un mondo difficile quello della MotoGP. Legato a doppio filo al marketing di vendita. E legato a quanto sei disposto ad investire in ricerca e sviluppo, e basta un passo falso per azzerare il lavoro svolto per ripartire da zero o quasi facendo tesoro delle batoste prese dal cronometro. Si perché alla fine di tutto quello che conta è cosa dice il cronometro in confronto agli avversari.
Per le case già sperimentate un decimo più rapido equivale sempre a milioni in sviluppo, per una casa che entra i milioni si moltiplicano.
Ben tornata Ktm, E auguri.

Per chi volesse maggiori informazioni sul progetto GP1 Ktm




Ps
anche il Manz a Marzo del 2013 disse che Ktm fose interessata al rientro e per mano di Preziosi...

ma io mi inventai tutto... non feci nessun rumor con la falsa intervista a Filippo Preziosi....


A Malaga fa molto caldo.

Buon Agosto  a chi mi vuole bene. 







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Altri commenti

babalubi

... direi che se vogliono avere i riflettori puntati addosso un rientro di Stoner è quello che farebbe per loro ....

Inserito: 06 agosto 2014
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